Nell’ultimo periodo, abbiamo dedicato anima e corpo al restyling del logo aziendale QM. L’operazione ha richiesto una importante strategia di redesign che non si poggia solo sugli aspetti grafici. Infatti, questo progetto è anche la conseguenza dell’evoluzione, in termini di posizionamento e di offerta, che abbiamo vissuto e che continuiamo a vivere. Tutte queste valutazioni ci hanno permesso di passare dal vecchio al nuovo senza perdere la nostra identità. Nel farlo, ci siamo resi conto di aver recuperato diverse informazioni riguardo le buone pratiche del design. Così, abbiamo deciso di raccontarle e condividerle con chiunque voglia seguire un’impresa simile. Quindi, come ogni guida che si rispetti, dobbiamo partire dalle basi.
Per restyling del logo si intende, normalmente, una revisione dell’oggetto logo a partire dalla semplificazione e miglioramento dei caratteri, delle scritte e degli elementi grafici in esso contenuti. Nella maggior parte dei casi, il redesign può avvenire di pari passo con la ristrutturazione aziendale o più, semplicemente, con un restyling del sito web. Ma perché è così importante un logo? E soprattutto quali sono le indicazioni da rispettare per la sua riprogettazione? Vediamo, quindi, le caratteristiche di un logo aziendale e in cosa consiste il suo restyling.
COME NASCE UN LOGO AZIENDALE
Quali valori sono associati ad un logo aziendale? In che modo è percepito? Quali sensazioni è in grado di trasmettere? Per rispondere a queste domande, possiamo innanzitutto affermare che un logo non è solo un segno grafico, ma è l’elemento che identifica un brand. Infatti, è grazie ad esso (oltre ad altri elementi identificativi) che un’azienda riesce a proiettare all’esterno una particolare immagine di sé. Soprattutto, spetta al logo il compito di veicolare gli aspetti immateriali e valoriali. Quindi, affinché il brand possa acquisire il giusto spessore e valore, vi deve essere una corrispondenza in termini d’immagine veicolata e percepita. Questo è il motivo per il quale, per creare un logo efficace, è importante conoscere:
- l’opinione del pubblico;
- la natura dell’azienda;
- il contesto in cui opera.
Studiare il logo e il modo in cui l’azienda è percepita all’esterno è la strada migliore per elaborare una strategia visiva efficace. Così un’azienda riesce a rendersi riconoscibile agli occhi dei consumatori e, contemporaneamente, a differenziarsi dalla concorrenza. Un logo di successo ha dietro di sé una storia che rispecchia il vissuto aziendale e ne riflette i cambiamenti. Un esempio? La mela morsicata di Apple che nel corso degli anni ha assunto una nuova veste hi-tech, rispecchiando perfettamente l’evoluzione del brand.

I RITMI DELLA MODERNITÀ E IL RESTYLING DEL LOGO
Il mondo della comunicazione è dinamico, frenetico ed esigente. Cambiano le mode, gli stili, le tendenze, i gusti, gli atteggiamenti e i rapporti. Cambia anche la nostra immagine e il modo in cui ci interfacciamo agli altri. Soprattutto nel mondo del web, le trasformazioni sono ancora più veloci e stare dietro a tali evoluzioni costa tanta attenzione e dedizione. Così, indipendentemente dal settore in cui opera, un brand per imporsi deve essere sempre attraente e ispirare fiducia.
Quindi, in un contesto in continuo movimento, non si può non valutare l’idea di un cambio di look per essere al passo coi tempi. Ad esempio, nel caso del web, può essere rappresentato da un sito più friendly. Invece, nel caso della nostra immagine imprenditoriale, può essere rappresentato dal nostro primo biglietto da visita, ovvero il logo. Infatti, insieme alla società cambiano anche i trend grafici. Così, un design vecchio può risultare fuori moda e allontanare molti potenziali nuovi clienti. Magari, un logo realizzato molto tempo fa ha vissuto felicemente sulle etichette e sulla carta stampata. Invece, risulta oggi obsoleto per il mondo di internet. Per questa ragione, i marchi aziendali hanno bisogno di un lifting per tornare competitivi e accattivanti.
COSA SAPERE PRIMA DI CAMBIARE UN LOGO AZIENDALE
Stravolgere un logo aziendale non è mai una buona idea. Il rischio è di danneggiare il brand. Infatti, molte aziende hanno fatto un passo indietro dopo aver creato un logo troppo innovativo. È il caso di Mastercard, che nel 2006 aveva pensato di passare ad un logo molto più complesso e articolato per poi abbandonare l’idea perché probabilmente non avrebbe incontrato il consenso del pubblico. Per questo, prima di procedere, è importante analizzare il vecchio marchio e capire quali sono gli elementi intoccabili e quelli sui quali si può lavorare.
Infatti, effettuare un restyling del logo non vuol dire creare qualcosa di nuovo, ma modificare alcuni aspetti, tecnici e/o stilistici, mantenendo continuità tra il vecchio e il nuovo. Bisogna continuare a identificare il marchio, riconoscendogli volontà di rinnovamento e caratteristiche di qualità, cura ed innovazione.
COMINCIA IL RESTYLING DEL LOGO: GLI ELEMENTI DA MODIFICARE E ANALIZZARE
Parlare di restyling del logo aziendale significa lavorare su diverse sfaccettature. L’operazione può riguardare una revisione, una modifica o un aggiornamento, ma ogni caso varia a seconda della base di partenza. Per alcuni loghi si rende necessario rivedere diversi di questi punti, mentre per altri servono solo piccole modifiche. Vediamo quali sono i fattori su cui si può lavorare per ammodernare il vecchio logo aziendale:
- adottare un nuovo font tipografico;
- scegliere una nuova palette di colori;
- dare uno stile più moderno;
- modificare le forme;
- ideare un nuovo payoff.
Il tutto, mantenendo sempre la base di partenza. Infatti, appare evidente quanto sia importante per un logo conservare la sua capacità di identificarsi con l’azienda.
Tuttavia, l’elemento visivo è solo l’ultimo di un processo più profondo di costruzione e condivisione del senso. Un redesign efficace nasce da un’attenta analisi di tutti gli aspetti che gravitano attorno ad un logo. Ad esempio, prima di valutare le alternative è importante ripercorrere la storia aziendale. Riconoscere il sistema valoriale alla base della filosofia aziendale è importante per stabilire le linee guida per lo sviluppo del progetto grafico. Spesso, invece, si tralasciano questi aspetti e si decide frettolosamente sulla base di ciò che può essere considerato esteticamente “bello” o “brutto”. Inoltre, prima di dare inizio alla fase creativa occorre compiere un ultimo step: l’analisi della concorrenza. Infatti, condurre un’analisi per valutare i punti di forza e di debolezza, i vantaggi e gli svantaggi dei loghi dei propri concorrenti può rivelarsi particolarmente utile.
REDESIGN FAMOSI DI LOGO AZIENDALE
Sono tanti i brand famosi che hanno rivisto e rivisitato il proprio logo in ottica di redesign. Da Starbucks a Coca-Cola, da Spotify a Shell. Brand che, nonostante il forte valore di consapevolezza e autorevolezza, hanno intuito che erano lontani dalla nuova società globale. Vediamo due importanti casi di successo.

PEPSI: UN SECOLO DI RESTLYING DEL LOGO
Dalla sua fondazione (1898) fino agli anni ’50 il logo Pepsi era composto dalla scritta “Pepsi Cola” in rosso, del tutto simile a quello Coca-Cola. Successivamente, il logo fu collegato ad un tappo di bottiglia, introducendo anche il colore blu. La scritta rimaneva identica alla precedente, ma l’introduzione del nuovo colore fu una prima rivoluzione per differenziarsi dalla concorrenza. Negli anni ’60 e ’70 la rivoluzione si completa. Il brand decise di togliere la parola “cola” e di cambiare il font con un carattere sans-serif per fornire un’eccellente leggibilità e un immediato riconoscimento. Il tappo divenne prima bidimensionale, poi stilizzato con un semplice cerchio, mantenendo sempre la divisione dei colori con richiamo alla bandiera degli USA. In seguito, il bianco venne ridotto ed il font leggermente inclinato per dare un’immagine ancora più dinamica.
Nel 2008 viene presentato l’attuale logo Pepsi, il cosiddetto Pepsi Globe: scritta minuscola, font minimale e più sottile. Il cerchio si presenta ruotato ed le nuove fasce colorate non sono simmetriche ma irregolari.
I CAMBIAMENTI DELLA LEGO
Inizialmente, il logo era completamente in nero e utilizzava un font molto serio ed elegante. Dal 1934 in poi, il marchio della famosa azienda danese ha subito molti restyling, utilizzando come base sempre il lettering. Infatti, il nome LEGO proviene dall’unione delle parole danesi “leg godt” che significa “gioca bene”, e come buon auspicio non è mai stato cambiato. Nel 1936 fu introdotto un primo tentativo di uso del colore; un font più adatto ai bambini fu utilizzato solo nel 1953. Solo nel 1998 il logo ha preso la forma attuale.
Dunque, abbiamo visto come dietro il cambiamento sussista una precisa ragione di mercato, o meglio la volontà di offrire agli utenti servizi e usabilità sempre più in linea con l’evoluzione di usi, strumenti e tecnologie. Se ancora non ci avevamo riflettuto, ora sappiamo che a scapito di dubbi e paure, il restyling del logo ripaga gli sforzi, sempre. Growing is changing.