MOBILE E SOCIAL COMMERCE: CHE IMPATTO HANNO SULLA NOSTRA VITA DIGITALE?

commercial building

L’e-commerce collegato alla nascita e alla diffusione di EDI e al boom del Dotcom ha cambiato i paradigmi del commercio portando online l’incontro tra domanda e offerta. Oggi, con il crescente utilizzo dei dispositivi portatili, l’e-commerce si è spinto oltre i suoi canali tradizionali approdando nel mondo mobile e cavalcando agevolmente la spinta data dai social network come Facebook e Instagram. Infatti, si parla sempre più di mobile e social commerce.

Il termine mobile commerce, anche abbreviato in m-commerce, indica la vendita di prodotti e servizi attraverso i dispositivi mobili. La sua storia inizia negli anni Novanta con il pagamento via SMS dei primi prodotti e servizi (molto usato per il ticketing già prima dell’arrivo degli smartphone) e che continua oggi con le app. Inoltre, l’uso esponenziale dei social network ha aperto nuove strade ai rivenditori online ed ha creato nuovi strumenti di comunicazione. Ma come sono nate queste due idee rivoluzionarie che hanno avvicinato sempre di più clienti ed aziende?

mobile commerce

COME NASCE IL MOBILE COMMERCE?

Si può affermare che il concept del mobile commerce nacque nel 2003, quando una catena di grandi magazzini olandesi (la De Bijenkorf) lanciò la prima campagna promozionale attraverso messaggi di testo. L’engagement era molto semplice. Ai clienti era chiesto di registrarsi online e fornire dettagli bancari e indirizzo di consegna. Successivamente, avrebbero dovuto inviare un SMS che prevedesse un contenuto elementare e schematico. Infatti, bastava un “” seguito dal numero dell’offerta di cui si avrebbe voluto usufruire per accettare la transazione e, conseguentemente, lo scambio. Poi, il pagamento sarebbe avvenuto tramite bonifico bancario.

Nel corso degli ultimi quindici anni quell’idea embrionale di commercio mobile ha potuto godere del suo successo. Tuttavia, non è stata una cosa istantanea. Infatti, anche se i telefoni cellulari potevano effettivamente collegarsi alla rete ormai dal 1999 (grazie a Nokia), avevano schermi troppo piccoli. Inoltre, i siti dell’epoca erano scarsamente user friendly da fruire su dispositivi portatili.

Il boom di servizi e prodotti sul web degli anni 2000 ha luogo grazie alla progressiva diffusione della linea ADSL ad alta velocità nelle case di milioni di persone negli Stati Uniti e in Europa. Quindi, data la crescita del settore commerciale online e la necessità di una comunicazione e di transazioni sicure, nel 2004 viene fondata la Payment Card Industry Security Standards Council (PCI) con l’intento di creare degli standard di sicurezza. Infine, l’anno successivo, fu introdotto il dominio di primo livello .mobi, dedicato ai siti per dispositivi portatili. La navigazione e, quindi, il commercio da mobile erano pronte a prendere la scena.

IL CONTRIBUTO DI APPLE

Un decisivo incremento è indubbiamente legato al lancio sul mercato del primo iPhone. Infatti, lo smartphone di Cupertino sviluppò per primo applicazioni specifiche per il mobile commerce. Così da rendere la navigazione molto più semplice e intuitiva. Il tutto accompagnato da un progressivo potenziarsi della banda larga, da 3G a 4G.

IL MONDO È PRONTO: ECCO IL SOCIAL COMMERCE

Tuttavia, lo shopping online si è evoluto ulteriormente grazie alla comparsa dei social network. Infatti, essi sono prima diventati un canale privilegiato per farsi un’idea sugli ultimi prodotti in circolazione e cercare ispirazione sui prossimi acquisti. Successivamente, il passaggio alla possibilità di acquistare direttamente sulle piattaforme è stato molto rapido. Parliamo proprio del social commerce, un fenomeno imperante e in continua crescita. Attraverso il loro utilizzo, gli utenti possono acquistare prodotti e servizi direttamente sui social network. Per di più, avendo anche la possibilità di condividere subito le proprie esperienze di acquisto.

Gli strumenti del social commerce possono essere infiniti. Dai buy button nei post alle stories cliccabili; dagli ads sui social media alle call to action che rimandano al sito; dai plugin alle app. In questo modo, si dà la possibilità ai consumatori di fornire feedback sui prodotti acquistati. Fino ad arrivare alla creazione di vere e proprie community in cui le persone condividono pareri e raccomandazioni su determinati articoli o brand. 

Non c’è da stupirsi che i social media si siano attivati per offrire sempre più modalità per acquistare facilmente i prodotti sulle piattaforme stesse. Nell’ultimo anno, 800 milioni sono stati gli utenti che hanno utilizzato Facebook Marketplace. Invece sono “appena” 90 milioni gli utenti che hanno scelto la funzione shopping su Instagram. Infine, il 55% degli utenti di Pinterest ha utilizzato il social per informarsi sui prodotti da comparare. 

COME FUNZIONA IL SOCIAL COMMERCE SU FACEBOOK?

Nel 2011, Facebook inizia a lanciare le prime opportunità pubblicitarie ai proprietari di pagine commerciali tramite storie sponsorizzate. Con queste campagne a pagamento, le aziende di e-commerce hanno finalmente la possibilità di raggiungere segmenti di pubblico specifici utilizzando il social network per arrivare nel feed di diversi destinatari in linea con il proprio target.

Il secondo prodotto che Zuckerberg lancia sulla piattaforma è Facebook Marketplace. In sostanza, il sistema offre la possibilità agli utenti di pubblicare o vedere degli annunci con finalità di vendita e di creare dei gruppi. In questi casi, a differenza di un classico sistema di social commerce, non è prevista la transazione ma solamente un contatto fra venditore e possibile acquirente.

La possibilità di portare a termine delle transizioni si avrà grazie allo sviluppo della “vetrina”, un vero e proprio touchpoint della rete distributiva aziendale. All’interno della vetrina si possono creare schede prodotto ad hoc o caroselli personalizzati che hanno già la call to action all’acquisto, comprensiva del prezzo. Una volta selezionato il prodotto, l’utente è portato alla pagina di pagamento di PayPal. Qui può scegliere se pagare con carta di credito o con il proprio account PayPal. È possibile inserire sia prodotti semplici che configurabili. Ad esempio, oggetti di design con dimensioni e colori diversi. Per l’utente finale, il vantaggio è di vedere un prodotto e poterlo immediatamente acquistare senza dover atterrare/registrarsi su un altro sito.

social commerce

L’IMPATTO DELLE IMMAGINI NEL SOCIAL COMMERCE

Invece, per quanto riguarda i social visivi come Instagram e Pinterest, l’awareness generata da post dei brand e dei relativi influencer riesce a creare molto spesso una grande allure attorno al prodotto.

IL SOCIAL VISIVO PER ECCELLENZA: INSTAGRAM

In particolare, Instagram ha rilasciato, negli ultimi anni, alcuni strumenti che semplificano il percorso di acquisto degli utenti. Così, l’app è diventata quasi un negozio virtuale ricco di possibilità e proposte. Lo shopping su Instagram si identifica per la presenza di un tag a forma di borsetta che offre alcune informazioni sul prodotto in questione. Questo tool permette di taggare fino a 5 prodotti per ciascun immagine. Dopo aver approfondito le informazioni su un determinato prodotto, il tasto “acquista ora” permette di terminare l’ordine attraverso lo store online dell’azienda. 

Oltre a questo, ci sono i nuovi pulsanti di azione «prenota», «ottieni ticket», «riserva» o «start order» sui profili aziendali che consentono di riservare un tavolo, prenotare una pizza a domicilio o comprare i biglietti per uno spettacolo in esclusiva senza lasciare Instagram. Sono ancora poche le aziende a offrire la possibilità di acquisto o prenotazione diretta dai propri profili. Ma c’è da scommettere che in futuro saranno sempre più numerose.

LE FUNZIONI SOCIAL COMMERCE DI PINTEREST

Invece, con i suoi 175 milioni di utenti, Pinterest è piuttosto piccolo rispetto al pubblico di Facebook e Instagram. Tuttavia questo social, utilizzato per scoprire nuovi prodotti e fornire ispirazione, ha tradotto i suoi punti di forza in un efficace strumento di vendita. Infatti, attraverso diverse opzioni di ricerche interattive e annunci shopping tra cui «shop thelook» e «photo shoppable», i brand hanno trasformato i loro cataloghi di prodotti in vetrine cliccabili. Una versione virtuale dell’esperienza d’acquisto in negozio.

SCENARI E TREND FUTURI

Ad oggi non esistono molti social commerce. Tuttavia, il mercato trainato dai Big Player si sta muovendo con l’obiettivo di ridurre il più possibile la distanza tra l’utente social ed il suo alter ego consumatore sugli e-commerce. L’obiettivo è di arrivare anche alle relative cerchie di amici o follower per effetto del WOM Marketing (Word Of Mouth). Ovvero il marketing del passaparola digitale che sta rivoluzionando il modo di vendere e acquistare online.

La connessione a Internet disponibile in ogni momento e in ogni luogo, la condivisione delle esperienze, la virtualità che aumenta l’interazione col cliente sono fattori che hanno modificato il quadro competitivo. Per questo motivo, i grandi player del settore tecnologico hanno posto al centro della loro strategia di crescita i dispositivi mobile. Ma il futuro serba ancora nuove esperienze di shopping. Ad esempio, contenuti di qualità e sempre più realistici grazie alle tecnologie della realtà virtuale e agli assistenti vocali. Come impiegare queste tecnologie? Restate in contatto con noi per scoprire i prossimi trend del mondo e-commerce.