COME NASCE L’E-COMMERCE? DALL’EDI ALLA BOLLA DELLE DOTCOM

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Avete mai sentito parlare del sistema EDI? E delle Dotcom tanto diffuse a cavallo tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio? Se siete dei Centennials probabilmente no! Ma sappiate che è proprio grazie a queste due invenzioni che oggi potete acquistare online un paio di scarpe in edizione limitata oppure l’ultimo best seller su Amazon.

Infatti, quelli che oggi chiamiamo e-commerce nascono ben prima dello sviluppo e della diffusione del World Wide Web. Anche se l’idea di commercio elettronico è nata solo qualche decennio fa, gli standard sul quale si poggia furono inventati durante gli anni ’60. Uno di questi standard è l’Electronic Data Interchange. EDI, appunto! Ovviamente, il suo scopo era molto diverso da quello per il quale poi diventerà famoso. Chi si accorse della potenzialità di questo strumento? I fondatori delle Dotcom, appunto! Come lo impiegarono? Non vi resta che scoprirlo!

COS’È E COME FUNZIONA L’EDI, LA SCINTILLA DELL’E-COMMERCE

Come anticipato, l’e-commerce come lo conosciamo noi, dal quale poi si svilupparono le transazioni commerciali online, nacque con l’EDI (Electronic Data Interchange). Diffuso già dal 1970 e divenuto standard nel 1984, si trattava del primo servizio attraverso il quale si potevano trasferire documenti in formato elettronico. Creato dalle imprese di trasporto, divenne molto importante nelle industrie in cui circolavano volumi molto elevati di scorte (come le industrie alimentari e automobilistiche).

Il successo dell’EDI è dato dalla semplicità con la quale riesce ad automatizzare gli acquisti. Di solito, i venditori al dettaglio lo usavano per permettere ai propri magazzini di raggiungere i fornitori direttamente nel loro database. Ai tempi della sua nascita non esisteva una rete globale quale è Internet oggi. Quindi il sistema era supportato da reti di telecomunicazione private e sicure.

Nonostante i vantaggi prodotti, l’EDI era una soluzione molto costosa da realizzare. Inoltre, richiedeva una linea di connessione dedicata tra i partner della transazione. Eventuali modifiche al sistema erano davvero molto onerose da apportare, in più aziende diverse utilizzavano database diversi. Quindi la trasmissione dei dati spesso non era così semplice e diretta.

Inoltre, non è un sistema interattivo. Ciò significa che venditore e compratore non possono negoziare e discutere sul prezzo delle merci, possono solo accettare i termini dati della transazione. A causa di questi svantaggi l’EDI è rimasto a lungo alla portata esclusiva dalle grandi imprese.

COME SUPERARE I LIMITI DELL’EDI? LA NASCITA DEI BROWSER

Fu nel 1994 che Netscape lanciò i suoi servizi di browser di navigazione dando la possibilità di navigare in modo semplice sul web e incorporando la navigazione con gli standard di sicurezza per le transazioni online (Secure Socket Layer), in modo da non scoraggiare i potenziali utilizzatori.

Così, fecero la loro comparsa nel web i primi siti che permettevano l’acquisto in rete. Questo fu possibile anche grazie ad una concomitanza di cause:

  • la disponibilità di provider di servizi web
  • l’uso di browser grafici
  • la nascita dei motori di ricerca

Grazie a ciò, nel 1995 nacquero i primi due portali americani dedicati agli acquisti online: Amazon ed eBay. Ciononostante, il loro avvio fu lento poiché gli acquisti non prevedevano ancora le aste e, soprattutto, non era ancora disponibile una connessione ad alta velocità. Solo nel 1999, la diffusione della linea ADSL ad alta velocità diede il definitivo slancio allo shopping online.

L’integrazione dell’EDI ad internet, quindi la comunicazione pubblica, ha portato alla nascita di un sistema flessibile e più vicino allo standard di e-commerce. Ancora oggi, questo metodo rimane uno dei cardini del B2B. Tanto che grandi catene come l’americana Wal-Mart non accettano fornitori che non rispettano i requisiti EDI previsti dal gruppo.

LO SVILUPPO DELLA NEW ECONOMY E LA NASCITA DELLE DOTCOM

Protocolli di sicurezza più avanzati e, soprattutto, un’esperienza di navigazione più intuitiva e immediata portarono al boom di Internet con un aumento esponenziale di quella che è chiamata “new economy”. Non solo cresce il numero degli utenti in rete, ma anche quello delle aziende attive negli ambiti affini al web (programmazione, innovazione tecnologica, ecc.). Le cosiddette Dotcom, con un aumento del prezzo delle loro azioni al di fuori di ogni logica di mercato.

La bolla speculativa scoppia nel marzo del 2000, innescando una reazione a catena che cancella molte delle compagnie considerate emergenti. Secondo la Web Mergers, una compagnia che si occupa di fusioni e acquisizioni, più di 100 società online chiusero le proprie attività. Soprattutto perché non riuscivano a trovare il modo per ottenere profitti. Gli scettici affermavano che l’e-commerce fosse morto prima ancora di nascere.

Eppure, l’e-commerce non scomparve. Intanto, perché Internet aveva, di fatto, già rivoluzionato l’idea stessa di commercio tradizionale, abbattendo barriere e permettendo ai consumatori di trovarsi di fronte a una scelta non più limitata ad un luogo geografico.

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LA FINE DELLE DOTCOM FU UN VERO FALLIMENTO?

Le compagnie della oldeconomy sono rimaste alla linea di partenza sbalordite e confuse. Certamente, la prima generazione di società che si sono avventurate nel mondo del commercio elettronico si sono mosse per tentativi. Con un background praticamente inesistente, cercavano di ottenere profitti il più velocemente possibile in modo da conquistare le posizioni più vantaggiose.

Invece, altre società ne hanno compreso immediatamente la tecnologia ed hanno ottenuto ottimi risultati. Quali? Lo scoprirete nei prossimi articoli sulla storia dell’e-commerce, un mondo che anche noi di Questionmark stiamo costruendo passo dopo passo destinato a migliorare e cambiare ancora di più l’esperienza online di acquirenti e rivenditori.