Is this the logo of the future? L’evoluzione del font tra brand e software design

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Quanto conta la scelta del font giusto per la pubblicazione, la lettura e la valutazione dei testi di un sito web o di un messaggio pubblicitario? Un contenuto testuale online o cartaceo assume diverse sfaccettature e significati proprio grazie al font utilizzato. L’impatto visivo di un carattere conta, anche se non bisogna sottovalutarne i limiti, la qualità oggettiva e il contesto in cui appare. A livello globale, stanno emergendo alcune tendenze. Recentemente, il 3D design ha cominciato ad attirare maggior attenzione. La crescente diffusione della realtà aumentata e del design immersivo ha ispirato nuove e avventurose sperimentazioni nella tipografia digitale. Dal momento in cui i font hanno cominciato a farsi strada nei diversi mondi virtuali, i designer si sono posti come sfida l’ideazione di caratteri che non vivono più esclusivamente in un mondo a due assi, ma che sfruttano anche una terza dimensione.

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Il font 3D nella storia

I font 3D sono un elemento accattivante sia per il web che per le stampe tradizionali. La nascita dei primi font 3D è datata 1815 e si deve alla forte concorrenza tra le varie tipografie di Londra. Da allora, i caratteri 3D si sono evoluti per rispondere ai cambiamenti delle tendenze che si sono susseguite nell’arco degli ultimi due secoli. Essi tradizionalmente venivano ricavati dal legno, il che restringeva il loro uso per grandi formati. Oggigiorno sono utilizzati per far risaltare una scritta o semplicemente per divertimento. Questo li rende perfetti per le headline, la segnaletica e per i brand, che possono così rafforzare il proprio design oppure concentrare l’attenzione in un punto preciso del testo.
Già con l’avvento dell’era digitale, i marchi avevano avvertito la necessità di abbandonare il proprio carattere statico. L’introduzione della tridimensionalità è stata la naturale conseguenza di questo nuovo atteggiamento, cambiando per sempre la nostra concezione di design della comunicazione. I caratteri devono restituire la stessa sensazione anche quando fuoriescono dal mondo virtuale, dando alle lettere una forma unica, leggibile in 2D e in 3D, allo stesso modo. Questo li rende fruibili su tutte le piattaforme.

La reazione dei brand

Il rebranding ha il vento in poppa. Alcune maison hanno ceduto alla tentazione, rinnovando la loro identità visiva. Burberry è stato solo una delle ultime, in ordine di tempo, a lanciare un nuovo logo. Un monogramma dal sapore rétro creato dal graphic designer britannico Peter Saville, famoso per il suo recente rebranding di Calvin Klein. Un lettering a incastro, che s’ispira alle iniziali del fondatore del marchio Thomas Burberry. Un cambiamento che va di pari passo con una nuova fase stilistica: lo streetstyle è pronto a rivoluzionare il marchio inglese e a rimanere al passo con i tempi.  Non solo rinnovamento, ma anche l’ideazione di loghi e marchi ex novo sfruttando la tendenza del 3D. Ad esempio, il City of Dreams Hotel di Macau, famoso per il suo casinò e altre attrazioni, aveva chiesto per la sua inaugurazione di sviluppare un’iscrizione utilizzando font 3D.

Il designer Vicente García Morillo ha prodotto una scritta neon tridimensionale suggestiva e dal grande fascino. I caratteri 3D adornano le confezioni di un considerevole numero di prodotti, catturando la nostra attenzione dagli scaffali dei supermercati. Grazie alla loro sensibilità “costruita”, sono anche adatti a una vasta gamma di soggetti nel campo dell’architettura e della tecnologia. Sul web, invece, sono sempre più utilizzati font colorati con immagini al loro interno, nell’ambito del web design. Recente è il rilascio di Weird Type, un app che rende tutti i testi in realtà aumentata. Si tratta essenzialmente di una stampa tipografica in digitale da poter inserire nel mondo reale attraverso il nostro smartphone. L’app dispone anche di vari filtri ed effetti, come quello che distrugge il testo in mille pezzi.
Nonostante il grande impatto visivo e le infinite possibilità del 3D, questo trend non ancora è stato ancora esplorato a pieno dai brand. Gli esempi di marchi e app proposti indicano il futuro dell’identity design e mostrano come far fronte a una nuova era che potrebbe essere proprio dietro l’angolo.