Gender fluid: le nuove prospettive dell’identità di genere

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I termini “genere” e “sesso” sono spesso usati come sinonimi non esprimono lo stesso significato. Infatti, l’identità di genere indica il modo in cui una persona si identifica (cioè, se si percepisce uomo, donna, o un qualcosa di diverso) e non deriva necessariamente da quella biologica della persona e non riguarda l’orientamento sessuale.

Oggi, le identità nella nostra società tendono a moltiplicarsi: ci stiamo muovendo da una divisione di genere dicotomico verso una poliedrica, nella quale il reale orientamento sessuale di una persona si distacca dalle caratteristiche estetiche rappresentative di un determinato genere. Questo atteggiamento è stato influenzato dall’industria del fashion che ha reso possibili combinazioni fluide tra orientamento e rappresentazione sessuale, cosicché ognuno è libero di ridefinire la propria identità. Nel punto cruciale di tale molteplicità giace quello che possiamo chiamare gender zero, creato nel corso degli anni da modelli dalla bellezza “asessuale” e presentato oggi come il punto zero della sessualità, così estremo che esonera la persona da ogni tipo di confine di genere. Da una nuova ricerca condotta dall’agenzia di trend-forecasting J. Walter Thompson Innovation Group è emerso che solo il 48% degli americani appartenenti alla Generazione Z (giovani nati tra la metà degli anni ’90 ed i primi del 2000) si identifica come esclusivamente eterosessuale (comparato al 65% dei Millennials). Più di un terzo si dichiara “in qualche misura” omosessuale, mentre un altro terzo è fortemente conforme nell’affermare che le differenze di genere non siano in grado di definire una persona.

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Che fine ha fatto la divisione tra maschio e femmina?

La nuova riformulazione dei generi mette in discussione le tradizionali definizioni di uomo e donna. Nel corso del Novecento, le donne hanno lottato per ridefinire il concetto di femminilità nella società occidentale. Dopo aver abbattuto diverse barriere, le ragazze di oggi hanno la possibilità di potersi esprimere senza seguire i canoni rigidi imposti nei secoli scorsi. Viceversa, se analizziamo il mondo maschile nello stesso periodo ben poco è cambiato. Fino a poco tempo fa, la figura dell’uomo è stata sempre etichettata come forte, coraggioso e insensibile. Tuttavia, nell’ultimo anno, il dibattito attorno ad un nuovo approccio alla mascolinità ha preso sempre più piede. Seguendo la scia dei movimenti femministi – con tanto di hashtag come #Metoo e #Menaretrash diventati virali ed emblema delle violenze subite – il concetto tradizionale di mascolinità è stato rivisto. Il nuovo approccio verso il genere maschile è caratterizzato da una maggiore accettazione dei sentimenti altrui, permettendo agli uomini di esprimersi liberamente e mostrare le proprie debolezze in modi che erano generalmente associati al mondo femminile.

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La risonanza del nuovo trend

Lo spostamento verso un atteggiamento più sensibile orienta anche la sfera estetica. Influenzati dalle giovani generazioni, più aperte alle differenze di genere, gli uomini hanno cominciato a consumare prodotti e servizi un tempo destinati alle donne: ad esempio, il settore del beauty sta investendo sempre più nel lancio di nuovi prodotti destinati esclusivamente agli uomini. Allo stesso modo, abiti tradizionalmente femminili, come gonne e vestiti, sono stati presentati da diversi brand del fashion durante la London Fashion Week Men 2018 e il Pitti Uomo 2018. Inoltre, un ruolo importante nel diffondere le nuove tendenze è svolto dai nuovi media. In passato, le top model erano considerate delle vere e proprie celebrità, mentre i modelli maschili non riuscivano mai a raggiungere un pari livello di notorietà. Oggi, invece, i social network hanno capovolto questa tendenza consentendo anche agli uomini che sfilano in passerella di conquistare l’interesse di milioni di follower in tutto il mondo. Non dimentichiamo poi che le identità di genere uomo-donna sono in realtà poli di uno spettro: ci sono persone più o meno femminili o mascoline e la loro identità su entrambi i livelli può variare. Ciò che è accettabile per un genere cambia nel tempo: una volta le donne non potevano indossare i pantaloni e oggi invece lo fanno con estrema naturalezza. Quindi, poiché il genere è un concetto in continua evoluzione, chi può dire che un domani non nascano nuove identità socialmente accettate?