Digital detox, un nuova cura per gli utenti di internet?

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Per molto tempo, si è pensato che i colossi della tecnologia – in particolare le social media companies – avessero un impatto positivo sulla società ed erano viste come promotrici di unione tra le persone e condivisione delle esperienze quotidiane. Tuttavia, questa visione favorevole è gradualmente mutata. Nel corso degli ultimi due anni si è manifestato, infatti, un disincanto generale nei confronti della tecnologia a causa di alcuni eventi negativi e dell’impatto che il suo uso ossessivo provoca sulle persone.

Questo disincanto, ribattezzato Techlash (termine coniato dal settimanale inglese The Economist), descrive la reazione e le severe critiche nei confronti dei comportamenti delle aziende della Silicon Valley come Google, Amazon, Apple e Facebook. In particolare, il grande dibattito riguardo gli effetti negativi dei social media e delle tecnologie si è sviluppato tra il 2016 e il 2017 in seguito all’elezione di Donald Trump e alla conferma, da parte di Facebook, che quasi la metà dell’intero elettorato americano è stato esposto a contenuti online prodotti da fake account russi, prima delle elezioni. La raccolta dei dati personali degli utenti dalle piattaforme social e dagli smartphone e la larga diffusione dell’intelligenza artificiale ha, infine, incrementato questo sentimento di paura e insicurezza.

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Una vita senza connessione

Molte delle opinioni negative sono state diffuse anche dagli ex-impiegati delle tech companies. La maggior parte ha posto l’attenzione sull’uso massiccio dei social da parte delle giovani generazioni e di come questo possa causare diversi disturbi come la depressione.
Gli strumenti digitali, se da un lato hanno contribuito ad arricchire le nostre dinamiche sociali, dall’altro sono diventati sempre più pervasivi. Connessi fin dalla nascita, i ragazzi appartenenti alla Generazione Z sono spesso considerati incapaci di interagire faccia a faccia con le persone ed hanno sviluppato la FOMO (fear of missing out), una forma di ansia sociale caratterizzata dal desiderio di rimanere continuamente in contatto con le attività che fanno gli altri e dalla paura di esserne esclusi. Questa dipendenza digitale sta dando vita alla crescente necessità di prendersi delle pause temporanee dalle attività online, un trend chiamato Digital Detox. Tale tendenza nasce dall’idea di ripristinare un modo di vivere indipendente dalle tecnologie digitali. Sempre più viaggiatori, ad esempio, scelgono di trascorrere il tempo libero lontano dai propri smartphone, optando anche per destinazioni prive di energia elettrica. Infatti, le agenzie di viaggio e gli hotel di lusso si stanno attrezzando proprio per offrire ai loro clienti delle soluzioni a basso impatto tecnologico.

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AI e la reazione degli utenti

 Un altro aspetto importante è rappresentato dall’intelligenza artificiale (AI), con compagnie che investono ogni anno miliardi di dollari nello sviluppo di questa tecnologia. Tuttavia, gli scienziati stanno mettendo in guardia circa la possibilità che macchine intelligenti potrebbero provocare una disoccupazione di massa e diventare così una minaccia sociale. “L’intelligenza artificiale si sta muovendo rapidamente dalla ricerca accademica verso il mondo reale. I computer stanno iniziando a sentire e vedere come fanno gli umani” ha affermato Bart Selman, professore di informatica presso la Cornell University di New York. Perfino Elon Musk, CEO della compagnia Tesla, e il fisico Stephen Hawking avevano messo in guardia circa i rischi dell’AI, affermando che computer più intelligenti degli esseri umani sarebbero capaci di sviluppare dei propri valori e vedere l’uomo stesso come una minaccia.
Questo spiega il crescente interesse sociale per serie TV come Black Mirror e Orphan Black, dove sono rappresentate varie situazioni a cui il progresso potrebbe condurci.

L’industria della tecnologia ha cominciato a prendere coscienza dell’impatto negativo che i prodotti high tech possono avere sulla vita delle persone. Consapevoli di questo rischio, le aziende stanno cambiando approccio promuovendo lo sviluppo di tecnologie più orientate verso l’uomo. Nonostante il tentativo di cambiare il metodo, la costante diffusione del trend del Techlash potrebbe indurre la popolazione mondiale a fare un passo indietro e a ripensare il proprio rapporto con la tecnologia. E voi, sareste pronti a tornare ad una società senza internet?