FACEBOOK JOURNALISM: COME SI EVOLVE IL GIORNALISMO ONLINE

Il 2017 si è aperto con un’interessante novità nel campo dell’informazione, soprattutto per chi nell’industria dell’informazione ci lavora e ci naviga.

 

Che Facebook non fosse semplicemente un social network volto a stringere legami tra “amici” era stato già ampiamente provato. Da strumento di business, utilizzato dalle aziende per incrementare la propria visibilità online, a piattaforma di condivisione di contenuti personali, il colosso blu ammette finalmente il proprio ruolo all’interno del meccanismo di diffusione delle notizie: nasce così Facebook Journalism Project, la nuova piattaforma dedicata al giornalismo.

Si tratta di un sistema per combattere il proliferare di bufale che inquinano il più amato e diffuso social network, educando, in questo modo, gli utenti a riconoscere l’attendibilità e l’affidabilità delle fonti.

 

Se da un lato, quindi, diventa sempre più necessario vigilare sulla qualità delle informazioni, dall’altro occorre, altrettanto necessariamente, dotare di strumenti efficaci ed efficienti i produttori di contenuti informativi.

In che modo? Mark Zuckerberg sembra abbia pensato davvero a tutto.

 

 

NUOVI FORMATI PER LO STORYTELLING

 

Facebook annuncia la possibilità di utilizzare tutti i nuovi formati per annunciare le news;  in particolare i Live, video, foto a 360° e Instant Article.

Per i video, inoltre, si prevede anche la possibilità di adoperarli come interessante fonte di monetizzazione.

 

 

PERCORSI DI FORMAZIONE

 

Il social network si propone di fornire corsi di formazione in e-learning per i professionisti del settore, utili a far acquisire loro una maggiore conoscenza delle dinamiche social. Apprendere i trend e l’andamento delle proprie prestazioni, è elemento da non sottovalutare per chi vuole ottenere risultati sempre migliori. A questo scopo, Facebook, mette a disposizione dei giornalisti Crowdtangle, un tool recentemente acquistato dalla società per analizzare la propria performance online gratuitamente.

 

Modificato l’algoritmo che seleziona le notizie più viste, Facebook ha deciso che non è bastato a “privilegiare” un’informazione e non un’altra; ha deciso di intervenire anche sui contenuti, decidendo cosa è vero e cosa no.

 

Sarà che nel prossimo futuro la bufala finirà solo nel piatto? Staremo a vedere!

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